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Tra musica e parole. Reading letterario il 16 marzo, ore 20.45, biblioteca Frinzi

Tra musica e parole. La biblioteca Frinzi dedicherà la serata di martedì 16 marzo alle 20,45 ad un reading di lettura e musica dal titolo “Le stagioni di Gigi – Lingua, dialetto e musica nella ‘roba’ di Meneghello”. L’incontro, promosso dalla Biblioteca Frinzi in collaborazione con il dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, sarà introdotto da Mario Allegri, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Verona. Sulle note di Giorgio Gobbo e Marco Toffanin della “Piccola Bottega Baltazar”, Emilio Franzina leggerà alcune parti dell’opera di Meneghello.

La materia delle letture è offerta dalla vasta produzione saggistica e letteraria dello scrittore anglo-maladense Luigi Meneghello (1922-2007) del quale Franzina ripercorre l’intera vita, sulle tracce anche musicali di un doppio percorso attraverso i ragionamenti sviluppati, a proposito di lingua e dialetto, dall’autore.

Lo spettacolo
Dal prologo che introduce alla nascita di Gigi e dell’Italia fascista e dai tempi dell’”infanzia” di entrambi, sempre sull’onda dei suoni e dei canti d’epoca, richiamati nell’opera di Meneghello, si giunge per gradi agli anni dell’adolescenza e della prima giovinezza in un susseguirsi di fasi e di frasi che attestano l’importanza di un apprendistato linguistico e culturale, alla “Fiori Italiani”, costretto sempre a fare i conti con il dialetto natio.

La rivisitazione del tirocinio scolastico e universitario italiano, dal “consenso” alla guerra, rende più evidente lo scarto fra due modi di comunicare in cui si insinuano, con apparente naturalità, le melodie provenienti dagli ambiti più diversi. Dopo l’innodia fascista e il canto politico, i canti di lavoro e del folklore paesano, quelli liturgici e di chiesa, quelli di protesta e resistenziali sino alle canzonette del circuito commerciale e del mondo goliardico e studentesco. Ma quei due modi sono solo le rappresentazioni contrapposte e sempre più differenziate dei fatti. E i fatti reali, liberati dalle parole della retorica scolastica e di regime anche in virtù del ricorso alla parlata di casa e alla musica, rivelano gli antagonismi fra sistemi politici e tipi di vita, fra condizioni sociali e conflitti insanabili che porteranno alla guerra civile e alla scelta resistenziale di Meneghello e dei suoi coetanei raccolti in “banda” da Antonio Giuriolo, il Capitano Toni. L’esperienza bellica e i tempi tumultuosi del dopoguerra – “Bau Séte!” – anticipano le disillusioni di Meneghello, impegnato in politica nel Partito d’Azione, nei confronti dell’Italia repubblicana ai suoi primi passi. Le stesse disillusioni che lo porteranno ad espatriare in Inghilterra assieme a Katia, la moglie ebrea che ha affrontato la devastante esperienza dei campi di sterminio nazisti. A questa esperienza è riservata una rispettosa attenzione in una vita per quarant’anni divisa fra Londra e il Regno Unito e Malo, Thiene e il Veneto. Anche qui, attraverso il confronto fra due mondi distanti e l’approfondimento – fra italiano ed inglese – della riflessione linguistica su registri, lessici e modi espressivi sia degli intellettuali che della gente comune, nell’opera di Meneghello si insiste sull’ultima fase di attività, coronata dal successo e dalla fama letteraria, dello scrittore. Il racconto riprende quindi la narrazione da “Libera nos a Malo” e sempre con le parole dell’autore, alternate da suoni e filastrocche, che analizzano i cambiamenti del Veneto dopo la metà del ‘900 tra miracolo economico e boom della piccola e media impresa, si conclude all’altezza della sua scomparsa nel giugno del 2007.

Emilio Franzina è docente ordinario di Storia Contemporanea e uno dei maggiori esperti dei problemi dell’emigrazione italiana. Autore di numerosi studi di storia politica, sociale e culturale dell’ ‘800 e ‘900, è anche un appassionato culture di musica popolare. Dal 2000, accompagnato da musicisti professionali e da gruppi di musica etnica, realizza le sue “conferenze spettacolo” sui più diversi temi di ricerca in Italia e all’estero.

Giorgio Gobbo e Marco Toffanin sono l’uno voce cantante e l’altro asse portante de la Piccola Bottega Baltazar, una formazione padovana di cinque elementi giunta al suo decimo anno di vita. In loro musica e parole vivono in un piacevole stato di anacronismo, dove all’interesse per la canzone d’autore si intrecciano venature di musica popolare, classica e jazz.

Università degli Studi di Verona
Ufficio Stampa
Telefono: 045.8028164

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cultura e spettacoli, eventi verona, verona

 


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