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Libreria Lovat di Padova venerdì 26 febbraio

Alla Libreria Lovat di Padova: “Piazza Fontana, l’enigma che continua” Conversazione con Guido Lorenzon, Maurizio Dianese e Gianfranco Bettin a quarant’anni dalla strage senza colpevoli che ha squassato l’Italia venerdì 26 febbraio alle 18,00

Alle 16.37 di venerdì 12 dicembre 1969, eplode un ordigno nella la Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana, al centro di Milano: 17 morti e 84 feriti. Prima ancora, alle 16.25, sempre a Milano una bomba inesplosa viene trovata alla Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala. Contemporaneamente a Roma, esplodono altri tre ordigni: il primo alle 16.55 causa 14 feriti presso la Banca Nazionale del Lavoro, in via San Basilio; il secondo e il terzo all’Altare della Patria, in piazza Venezia non provocano vittime. L’Italia è sgomenta, straziata. Piegata.

A Maserada sul Piave un giovane professore di francese, Guido Lorenzon, ripensa alle conversazioni avute con l’editore di Castelfranco Veneto Giovanni Ventura, suo vecchio compagno di collegio. E il 15 dicembre le racconta a un avvocato, aprendo così la “pista nera” su uno dei momenti più oscuri, dolorosi e controversi della storia italiana. La prima di una serie di stragi che hanno insanguinato il Paese e per le quali la Giustizia non ha ancora individuato i colpevoli.

Una storia lunga e intricata, dolorosa e irrisolta. La ricostruiranno alla Libreria Lovat di Padova (c/o Parco Commerciale di Padova Est, di fronte a Ikea), venerdì 26 febbraio alle 18, Guido Lorenzon, testimone della ‘pista nera’ e autore di “Piazza Fontana. La pista di Treviso” (Giano Editore) con Maurizio Dianese e Gianfranco Bettin, autori di “La Strage” (Feltrinelli) e con il contributo di filmati, frammenti di telegiornali dell’epoca, immagini e testimonianze (ingresso libero e gratuito).

Saranno proiettati stralci di filmati e immagini di quotidiani per consentire a tutti di ricordare e ai giovani di ‘vedere’ attraverso i documenti di allora alcuni brandelli di storia della nostra Repubblica, mentre Maurizio Dianese e Gianfranco Bettin, giornalisti e scrittori, ripercorreranno attraverso le pagine di Guido Lorenzon gli attimi iniziali e le giornate e poi gli anni della nuova pista che si apriva a Treviso e che contrastava con quella ufficiale che addossava agli anarchici la responsabilità della strage. Una colossale montatura era già bella e pronta per incolpare, come ha dichiarato il giudice Giancarlo Stiz, degli innocenti.

Nessun tribunale, dopo ben 10 processi, ha stabilito con una sentenza chi ha collocato la bomba e per ordine di chi l’abbia fatto. La verità dopo 40 anni è ancora nascosta. Mentre i giudici la cercavano con tenacia, professionalità e rischio personale, lo Stato la nascondeva. Oggi lo Stato non l’ha ancora svelata.

Ma allora chi è lo Stato?, chi possiede la chiave dello scrigno della verità?

La verità su Piazza Fontana, infatti, non è nascosta a tutti. C’è chi sa e ha il potere, oggi come allora, per segregarla.

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