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Teatro Comunale di Belluno: “Il Gabbiano”

Prosegue la Stagione di Prosa della Fondazione Teatri delle Dolomiti con Il Gabbiano di Anton Čechov, in scena al Teatro Comunale di Belluno sabato 13 (turno A) e domenica 14 (turno B) febbraio (inizio spettacoli ore 20:45).

Nel celebre testo russo di fine ottocento, proposto nell’intenso allestimento di Marco Bernardi, c’è l’eco di una società in mutamento, un movimento le cui inquietudini si riflettono anche nella tenuta di campagna in cui è ambientata l’azione e dalla quale si sognano possibili vie di fuga, si prefigurano destini, alla quale si torna per poi partire di nuovo, di nuovo in cerca del proprio ruolo nella società.

Tra i capolavori teatrali di Čechov Il gabbiano è senza dubbio il più rappresentato e il più amato dal pubblico e dagli uomini di teatro.

Molti i temi affrontati, su tutti quello del conflitto generazionale, nella doppia dimensione genitori/figli e artisti affermati/giovani artisti debuttanti.

Quella curata da Marco Bernardi, che torna a confrontarsi con il drammaturgo russo dopo il grande successo de Il giardino dei ciliegi, è una rappresentazione all’insegna del realismo in tutti i suoi aspetti, nella traduzione di Fausto Malcovati, nei costumi di Roberto Banci, nelle limpide scene di Gisbert Jaekel dove gli interni e gli esterni si alternano senza soluzione di continuità.

I personaggi, dipinti con straordinaria precisione da Čechov, parlano dei loro sentimenti ma anche di arte, mostrando le loro inclinazioni teatrali e confrontando le loro convinzioni estetiche. Scrivono, recitano, si amano, si disprezzano, cercano di togliersi la vita o vi si buttano a capofitto, senza risparmiarsi. Partono, ritornano e talvolta trovano nella morte l’unica ragione della loro vita.

Uno spettacolo intenso e misterioso dove, come sottolinea il regista, «c’è la capacità di ridere attraverso il pianto e di piangere attraverso il riso, che fa di questo autore il più grande interprete moderno dei linguaggi del teatro e, allo stesso tempo, uno dei più acuti (e pietosi) conoscitori dell’essere umano, delle sue debolezze ma anche delle sue potenzialità affettive e positivamente etiche».

Nello spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano, sono in scena Patrizia Milani, Carlo Simoni, Maurizio Donadoni e Gianna Coletti, Gaia Insegna, Fabrizio Martorelli, Massimo Nicolini, Iolanda Piazza, Maurizio Ranieri, Libero Sansavini, Riccardo Zini.

INFO e PRENOTAZIONI da venerdì 12 a domenica 14 febbraio biglietteria del Teatro Comunale 0437-940349, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20.

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Categorie:
belluno, cultura e spettacoli, eventi belluno

 


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