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Mario Piazza debutta con l’Opera da Tre Soldi al Teatro Filarmonico di Verona

Si appresta a un nuovo importante debutto il regista e coreografo Mario Piazza che ha saputo imporsi sulla scena internazionale grazie al suo stile contemporaneo forte e particolare, una miscela esplosiva in cui confluiscono la danza, il teatro, il cinema, il canto e le arti figurative. Dopo il recente grande successo di pubblico della sua moderna e personale versione dello “Schiaccianoci” al Teatro Olimpico di Roma, con cui il Balletto di Roma ha festeggiato i cinquant’anni di carriera in gennaio, l’artista brillante e inventivo affronta una nuova sfida. Dall’11 al 16 febbraio, al Teatro Filarmonico di Verona, è in programma infatti – in prima assoluta – “L’Opera da Tre Soldi” (“Die Dreigroschenoper”), balletto in due atti tratto dal testo di Bertolt Brecht, con musiche del geniale Kurt Weill, in cui cura regia e coreografie. In scena, gli interpreti principali saranno Marzia Falcon e Giuseppe Picone, insieme a primi ballerini, solisti e corpo di ballo dell’Arena di Verona.

Estroso e geniale, Mario Piazza si è dimostrato in questi anni uno dei maggiori talenti creativi della danza contemporanea. La critica internazionale lo ha persino definito il “Roberto Benigni della danza” per l’esemplare balletto “Ghetto” – su musiche Klezmer e di Goran Bregovic – che parla del destino degli ebrei, offrendo una rilettura dell’argomento come nel film “La vita è bella”, grazie alla straordinaria capacità di non trasformare la serietà in tragedia, ma mettendo in risalto il colore leggero della speranza. Lo spettacolo, tuttora nel repertorio del Sofia Opera Ballet è stato ricompensato dalla European Association for Jewish Culture di Londra con un premio per le Performing Arts. Come non ricordare anche, fra i suoi lavori, la versione innovativa e piccante di uno balletti più celebri al mondo “Coppelia”, ottimamente interpretato da un trasognato Ludovic Party, così come la rivisitazione in chiave contemporanea, irriverente e dark, di un grande classico della coreografia “Schiaccianoci”, un allestimento che ricorda un thriller e le atmosfere noir dei film di Hitchcock. Un indiscutibile successo di pubblico sin dal suo debutto nel 2006.

L’Opera da tre soldi parte da questa affermazione: “La pappatoria viene prima, la morale dopo!”, perché attorno al tema della pappa prima e della morale dopo, si snoda tutta la faccenda di Mackie Messer e dei personaggi descritti da Brecht. La differenza tra criminali e persone rispettabili sparisce del tutto in questa opera, in quanto i soldi rendono tutti uguali. Un lavoro in cui l’apparenza del divertente diventa di continuo allarmante; l’evasione piacevole diventa spiacevolezza e aggressione diretta o indiretta. «Trascrivere in danza e interpretare l’Opera da Tre Soldi di Brecht vuol dire cercare di ritrovare l’integrità dello scritto, tradotto in linguaggio coreografico e rappresentarlo al fine di esprimerne l’intensità con l’ausilio del genio musicale di Kurt Weill – illustra Mario Piazza -. L’Opera da Tre Soldi è stata creata, con piglio ironico e polemico, negli anni del declino della repubblica di Weimar, quando la radicalizzazione di classe era spinta a tali estremi che le sovrastrutture crollavano e i congegni, motori della società, si mostravano in tutta la loro efferatezza».

«Il testo di Brecht mi ha stimolato a trovare l’essenziale di quest’opera – aggiunge l’artista canadese di nascita ma ormai romano d’adozione -. Come un pittore stabilisce i punti di forza sulla tela, ho voluto con un segno coreografico contemporaneo cogliere tutta la drammaticità ma anche l’ironia espresse dall’autore». Cosa sarà richiesto ai danzatori in scena? «Di esprimersi e interpretare i personaggi e il mondo espresso da Brecht avvalendosi della propria esperienza artistica e del proprio talento, per delineare i tratti fondamentali dell’Opera – spiega il regista e coreografo -. Nell’interpretare in danza il senso stesso dell’opera e riscoprirne l’autenticità e l’incredibile attualità, a me si è imposta la scelta di non usare la prosa, bensì il tessuto musicale di Kurt Weill che si alternerà tra musica dal vivo eseguita al pianoforte, canto e musiche registrate».

TEATRO FILARMONICO DI VERONA – via dei Mutilati 4/K
Dall’11 al 16 febbraio 2010
Giovedì 11, venerdì 12, sabato 13 febbraio – inizio ore 20.30
Domenica 14 febbraio – inizio ore 17.00
Martedì 16 febbraio – inizio ore 20.30

“L’OPERA DA TRE SOLDI”
Regia e coreografie di Mario Piazza
Balletto di Kurt Weill
Libretto di Bertolt Brecht

Call center per informazioni biglietti: +39 045/8005151
www.arena.it

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