Il romanticisimo di Liszt e Chopin interpretato da Luca Romagnoli
Il pianista emiliano si esibirà per Incontro sulla Tastiera sulle note della Sonata in si minore di Liszt e della Sonata n°2, op. 35 di Chopin
Prosegue la Stagione di Incontro sulla Tastiera con un altro appuntamento dedicato al pianismo solista. Protagonista il giovane ed affermato artista emiliano Luca Romagnoli.
E lo si fa con un programma romantico d’eccellenza, da vero pianismo virtuoso. Si inizia con la Sonata in si min. di Liszt e si conclude con la Sonata in si bem. min. op.35 di Chopin, due composizioni che scardinano non poco la struttura classica della Sonata e che, pur essendo geniali sperimentazioni, all’epoca della loro stesura scandalizzarono molti contemporanei.
Da un lato Liszt, che optò per una forma ciclica, dove un solo movimento di ampie proporzioni riassume in sé la tradizionale tripartizione della ‘forma sonata’, trovando una nuova unità ed omogeneità attraverso il principio dell’elaborazione tematica. Creatore del poema sinfonico, il compositore ungherese si avvicinò alla composizione pianistica seguendo proprio le modalità timbriche peculiari della scrittura sinfonica: il pianoforte non è più semplicemente uno strumento, ma in mano al virtuoso diviene la condensazione di un’intera orchestra.
Dall’atro Chopin, con la Sonata n. 2 che è certamente la più celebre tra le sue, se non altro per il Terzo movimento, della Marcia Funebre. La composizione incomincia con quattro enigmatiche battute che portano l’indicazione “Grave”, un breve recitativo che sfocia immediatamente in un tempo rapido, e poi agitato e frastagliato, a cui segue un secondo tema dal carattere sereno e trasognato. Una palese violazione delle regole scolastiche della ‘forma sonata’ che suscitò all’epoca commenti molto critici, primo fra tutti quello di Robert Schumann, che, esterrefatto per i due minuti del Quarto movimento, dove incessanti e uniformi terzine suonate all’unisono dalle due mani, senza vera melodia e senza armonia, vedono l’unico elemento intelligibile nell’accordo finale in ‘fortissimo’, ebbe a dire “Questa non è musica”. Se il Terzo movimento è il più famoso, effettivamente il Quarto è certamente il più singolare, tanto che c’è chi ha visto nel finale un pessimismo e un modo di concepire l’aldilà che lascia davvero poco spazio alla speranza, un enigmatico sguardo sull’abisso che sembra quasi anticipare certe angosce esistenzialistiche proprie del secolo successivo. Un movimento che Anton Rubinstein definì “vento ululante fra le tombe”.
Un programma, quindi, di vero godimento per i cultori del pianoforte. Il concerto, che gode del contributo di Unicredit, si terrà al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza. Inizio alle 21,00.
Biglietti: interi a 23,00 euro e ridotti a 13,00 euro, direttamente alla reception del Teatro Comunale prima del concerto. Oppure prevendita presso Agenzia Viaggi Palladio in Contrà Cavour, 16 (angolo Piazza dei Signori), Radio Varsavia in Contrà Piazza del Castello 3/a e in Libreria Do’ Rode in Contrà Do’ Rode a Vicenza.
Categorie:eventi vicenza, musica, vicenza





Dicci la tua