Michela Murgia a Villorba e a Oderzo
Due appuntamenti con la scrittrice Michela Murgia: martedì 1 dicembre alle 19 alla Libreria Lovat di Villorba e mercoledì 2 dicembre alle 20.45 a Palazzo Foscolo di Oderzo, quest’ultimo realizzato in collaborazione con la Fondazione Oderzo Cultura nell’ambito dell’iniziativa La Biblioteca incontra l’Autore.
Ripresasi dall’influenza che ha causato il rinvio degli incontri precedentemente annunciati, Michela Murgia illustra il suo best-seller “Accabadora”, vincitore del Premio Dessì 2009, Un romanzo nel quale l’autrice sarda affronta con grande eleganza una tra le più delicate e drammatiche questioni etiche che la modernità ha prodotto: quella dell’eutanasia. E lo fa affidandosi a una figura quasi leggendaria: l’Accabadora che dà il titolo al romanzo, ossia “colei che finisce”, quella che compie un gesto amorevole e pietoso che aiuta il destino di un malato a compiersi.
Se questo è il tema più spinoso affrontato dal romanzo, per Murgia quello centrale è invece, come lei stessa afferma, quello “dei lati nascosti della maternità elettiva”. Infatti l’autrice afferma: “sono sempre stata affascinata dalle relazioni familiari che non hanno il sangue come discriminante. Il tema della maternità elettiva mi appartiene profondamente, perché a mia volta sono” fill’e anima”; ma per non cadere nella trappola del parallelismo autobiografico, ho scelto volutamente di narrare il rapporto dal punto di vista della madre adottiva, una figura per la quale accompagnare i destini a compimento è solo una delle possibili sfumature della sua maternità, non necessariamente la più oscura”.
E’ una figura ancestrale quella rievocata da Murgia: l’anziana Tzia Bonaria che conosce sortilegi e fatture e sa dare la morte dolce ai malati terminali e a chi trova insopportabile la vita. Ma anche una donna che sceglie consapevolmente a chi fare da madre e sceglie Maria, bimba sola e cocciuta, adottandola in un connubio di femminilità che attrae e repelle il resto del paese sardo in cui si ambienta il romanzo, e apre dibattiti e riflessioni sulla natura dei rapporti parentali, dell’affetto, della solidarietà.
Così l’autrice trova le parole per interrogare il nostro mondo mentre racconta la Sardegna degli anni Cinquanta, un mondo antico sull’orlo del precipizio con le sue regole e i suoi divieti, una lingua atavica e taciti patti condivisi.
Un romanzo, “Accabadora”, nato quasi per caso e poi diventato una sorta di urgenza, per la giovane autrice sarda, che spiega: “L’idea è sorta in modo non meditato, da un episodio casuale. L’anno del mio primo libro ero stata invitata a Bardonecchia dalla scuola Holden per partecipare a Esordire, un concorso per scrittori esordienti, e mi era stato chiesto di portare cinque pagine di inedito. Non avevo nemmeno una riga nel cassetto, così mi sono seduta e ho cominciato a scrivere quello che – ma ancora non lo sapevo – sarebbe diventato il primo capitolo di Accabadora. Ad Esordire arrivai prima, ma l’invadenza espressiva di quelle cinque pagine mi fece capire che forse dietro c’era una storia intera che cercava spazio per raccontarsi. Mi sono messa ad ascoltarla per tre anni, e poi l’ho scritta”.
MICHELA MURGIA nel 2006 ha pubblicato per la ISBN edizioni “Il Mondo deve sapere”, il diario tragicomico di un mese di lavoro alla Kirby. Nel 2007 ha collaborato alla stesura del soggetto e della sceneggiatura cinematografica del film “Tutta la vita davanti”, ispirato al libro. Nel 2007 ha anche scritto per l’antologia sull’identintà sarda “Cartas de Logu”, curata da Giulio Angioni e edita dalla CUEC.
Nel 2008 è uscito per i Tascabili Einaudi “Viaggio in Sardegna – undici percorsi nell’isola che non si vede”, una guida narrativa per perdersi in Sardegna inserito nella collana Geografie. Nello stesso anno ha scritto anche per l’antologia “Questo terribile intricato mondo”, una raccolta di dodici racconti politici uscita per i supercoralli di Einaudi.
Nel 2009 è uscito per i supercoralli di Einaudi il romanzo “Accabadora”, che ha vinto il premio Dessì. Nello stesso anno sono stati pubblicati alcuni suoi racconti sulle antologie “Sono come tu mi vuoi “(Laterza Contromano), “Lavoro da morire” (Einaudi ET) e nella raccolta “Contos” che accompagna il documentario “Passaggi di tempo “di Gianfranco Cabiddu (Fandango Libri).
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