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L’Arte in Sabbia – Omaggio a Giorgione

Giorgione-finished-012“L’Arte in Sabbia. Omaggio a Giorgione” è il titolo della mostra che John Gowdy ha realizzato appositamente per il Museo delle Fornaci Baghin di Via dei Prai, 2 a Castelfranco Veneto che sarà visitabile dal 28 novembre al 26 febbraio dell’anno prossimo. Si tratta di quattro gruppi scultorei che rappresentano ciascuno un tema: dal ritratto dei fondatori delle fornaci ad un omaggio a Giorgione con la sua “inseparabile Pala Costanzo”, passando obbligatoriamente ad una stupenda Natività.

Il progetto con il generoso sostegno della Ditta Baghin è stato studiato dall’artista statunitense in collegamento con gli eventi giorgioneschi che coinvolgeranno l’intera comunità della Castellana, per il Quinto centenario della morte del grande artista rinascimentale.

L’evento espositivo di John Gowdy nel Museo delle Fornaci Baghin sarà anche occasione unica per intrattenere gruppi familiari e scolaresche nel cimentarsi con le sculture in sabbia, oltre ad ammirare la trasformazione di opere d’arte d’autore da bidimensionali a tridimensionali. Una novità assoluta per la storia di Castelfranco, sebbene la Pala sia stata copiata a livello amatoriale da diversi appassionati (presepi, dipinti su tela, ceramica, coppo, affresco).

John Gowdy, originario di Atlantic City, ma da alcuni anni residente a Castelfranco in Via Montegrappa, è un campione pluridecorato di premi e riconoscimenti a livello mondiale per le sue formidabili sculture a tema, rigorosamente fatte con sabbia, acqua e qualche arnese “banale” o “comune” per plasmarne il soggetto desiderato. Farne l’elenco sarebbe qui riduttivo, basta solo ricordare che nel suo genere si raggiunge il traguardo per “vittoria guadagnata sul campo” dove sempre c’è una competizione sfrenata di candidati che lavorano giorno e notte per portare a termine le loro sculture, sotto la vigilanza di una giuria internazionale. Un mondo che nell’arte tende a scomparire, in quanto la maggior parte degli artisti odierni “costruiscono” le loro opere altrove e quindi le sistemano nei musei, nelle gallerie o nei giardini pubblici, una volta “ultimate e ben rifinite”. Ci sono “scultori minimalisti” che si fanno persino tagliare da laboratori specializzati con macchine laser pezzi di roccia, o sbozzettati da altri, poi i primi li presentano come proprie opere che nella confusione totale ingannano il pubblico per la precisione o “il senza titolo” .

John Gowdy no. Lavora in situ e l’opera deve essere tutta sua, a parte qualche supporto umano per l’installazione o il trasporto della sabbia arenaria, rigorosamente trevigiana.

Ma la novità assoluta che prende in contropiede molti del Centro città è la creazione della Pala di Giorgione in un monumento compatto, con il dettaglio meticoloso che l’opera può trasmettere allo spettatore appassionato e curioso. Per certi versi sembra nemmeno essere di fronte ad un’opera plasmata con la sabbia e l’acqua ma ad una scultura di un materiale molto più solido. Sebbene la sabbia sia di un colore spento, l’artista è riuscito ugualmente a riproporre una nuova chiave di lettura non certo minore rispetto ad altre precedenti. La Pala di Giorgione ha diverse categorie di partigiani, a seconda di chi la consideri come un quadro votivo, prettamente religioso, chi un’opera-simbolica e chi invece in un oggetto popolare. Nell’opera di John Gowdy, vi è molto di più perché il contesto dove ha potuto liberamente lavorare gli ha permesso di andare al di là della semplice riproduzione perché non è così facile come si crede trasporre le misure, gli accorgimenti, le correzioni, i dettagli, la profondità di campo che Giorgione sicuramente in corso d’opera ha potuto sfruttare. E se per caso ”i personaggi” di John Gowdy possono sembrare un po’ goffi è una questione soggettiva, perché all’artista non è stato permesso di copiarla dal vivo!

Fra i memorabili “awards” (premi) dati di recente a John Gowdy , artista di vaglia noto a livello internazionale, vanno citate, tre volte piazzato ai primi posti nel Campionato del Mondo (British Columbia, Canada), tre volte Campione del Nord America (Virginia Beach, USA), quattro volte Campione Americano (Fort Myers, Florida, USA), due volte Campione Internazionale (Jesolo, Italy), Campione Internazionale (Cervia, Italy). Attualmente è il “Grand Master” poiché ha vinto Campionato Mondiale in British Columbia, Canada.

L’inaugurazione della mostra “Arte in Sabbia. Omaggio a Giorgione” è alle ore 15,30 di sabato 28 novembre 2009 presso lo spazio coperto, messo a disposizione dai signori Baghin, nel Museo delle Fornaci Baghin Spa, di via Prai 2. Dopo il saluto delle autorità e una breve presentazione dell’artista, seguirà la visita guidata delle sculture.

Angelo Miatello

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arte, eventi treviso, treviso

 


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