Calicanto. Il gruppo di musica popolare di rientro dal viaggio che l’ha visto portare la cultura veneta in Turchia, Portogallo e Francia
Sono mesi di grande fermento progettuale e di notevoli consensi per Calicanto, il noto gruppo veneto di musica folk-revival da anni invitato in festival e rassegne internazionali – europee e non solo – a rappresentare la musica popolare italiana.
Rientrati da poco dal viaggio che l’ha tenuta per più settimane fuori Italia, la formazione si è esibita ad Ankara e Corum, in Turchia, e poi a Evora, in Portogallo per Hattusa, un progetto turco-portoghese inserito nel programma di dialogo interculturale promosso dall’Unione Europea. Tra le altre iniziative il progetto comprende, infatti, la produzione di un’opera concertistica di autori e compositori turchi, eseguita da un’orchestra di 45 musicisti di diverse nazionalità tra cui, appunto, tre strumentisti di Calicanto: Roberto Tombesi all’organetto, Gabriele Coltri alla cornamusa e Francesco Ganassin al clarinetto.
Internazionale anche la prestigiosa rassegna Theatre & Musique, che ha portato Calicanto nella città francese di Bourguoin Jallieu (Lione). Nell’occasione dei vent’anni di INIS (associazione per lo scambio interculturale tra Italia e Francia) il gruppo ha portato in scena lo spettacolo Labirintomare: canzoni, musiche e monologhi dedicati all’acqua, da sempre uno dei temi cari all’ensemble padovano. Presenti anche ospiti d’eccezione come Titino Carrara, della compagnia veneta “La Piccionaia” (voce recitante), Piero Brombin che in proiezione video ha improvvisato splendidi acquerelli lagunari e Mario Salvi che con voce e organetto, pizziche e tarantelle ha portato il contributo dell’Adriatico più meridionale. A testimonianza del costante impegno dedicato da Calicanto alla trasmissione della cultura di tradizione alle nuove generazioni, il coinvolgimento anche di due giovanissimi ospiti, Alessandro Arcolin (19 anni) alle percussioni e Alessandro Tombesi (15 anni) all’arpa, che hanno ricevuto un particolare apprezzamento da parte del pubblico.
Oggi il progetto “Calicanto” vanta una storia quasi trentennale, fatta di grande passione e soddisfazione, ma anche di tanta tenacia a volte faticosa. Racconta Roberto Tombesi, tra i fondatori: «Confrontarsi con musiche e soprattutto culture differenti è un obiettivo che ci accompagna da sempre. E nell’incontro con altri popoli è necessario avere radici solide nella nostra cultura, altrimenti non esiste uno scambio, e si rischia piuttosto la “colonizzazione”, come è successo in Italia nel dopoguerra con la musica angloamericana». «Quando penso alla nostra avventura – continua – mi vengono in mente le rocce scalfite pian piano dalle gocce d’acqua, ai piccoli bassorilievi e ai segni che restano».
Tra gli impegni dei prossimi mesi, la preparazione del concerto di sabato 30 gennaio 2010 all’auditorium Pollini, a Padova: un’iniziativa promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Sul palco con Calicanto la grande Orchestra filarmonica veneta per il progetto “Sconfini Mediterranei”, ideato insieme a Carlo De Pirro e Gian Luca Baldi. Come è accaduto recentemente in Turchia, la musica e gli strumenti della tradizione, in questo caso quella veneta, si incontreranno con gli strumenti e la struttura di un’orchestra classica. Un’esperienza musicale inedita e originale per i nostri territori.
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musica, padova





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