Risultati della ricerca su integrazione studenti stranieri a Verona
Mancanza di spazi per riflettere sull’attività educativo-didattica, necessità di una formazione adeguata ad affrontare una classe sempre più multiculturale, poca partecipazione da parte degli studenti. È questo il quadro delle scuole veronesi che emerge dal progetto di ricerca di interesse nazionale realizzato dal Centro Studi Interculturali dell’Università di Verona diretto da Agostino Portera.
Il lavoro “Educazione del cittadino in prospettiva interculturale”, si colloca come parte della ricerca “Educare alla cittadinanza nel pluralismo culturale”, finanziata dal Ministero dell’Università, progetto di interesse nazionale coordinato da Milena Santerini, Università Cattolica Milano, realizzato in collaborazione con le Unità di Ricerca delle Università di Verona, Sassari, Milano, nonché della Rete delle Scuole senza Zaino – Agenzia Scuola Toscana. Nell’ambito del Centro Studi Interculturali l’indagine è stata condotta dal direttore Agostino Portera, Paola Dusi, Silvia Corradini, Ilde Arenghi, con la partecipazione di Alessandra Brisighini, Sabina Faccio, Enza Sgherza e in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Verona.
Il lavoro curato dall’università di Verona ha coinvolto 89 istituti comprensivi di Verona a cui sono stati somministrati dei questionari per inquadrare le attività di educazione interculturale nelle scuole veronesi.
I risultati evidenziano come insegnanti e dirigenti spesso lamentino la mancanza di spazi per riflettere sull’attività educativo-didattica. Tutte le scuole però hanno dimostrato grande attenzione per i temi dell’educazione interculturale al fine di favorire l’inserimento degli alunni stranieri nelle scuole veronesi. Tra i punti critici messi in evidenza nella ricerca emerge che molte scuole non promuovono la partecipazione dei giovani attribuendo all’allievo un ruolo passivo.
Secondo i dati Istat, rispetto a due anni fa gli studenti stranieri nelle scuole venete sono aumentati di 15.000, confermando la regione al secondo posto per alunni stranieri, dietro alla Lombardia. Verona è l’ottava città italiana per numero di alunni stranieri iscritti. Su tutto il territorio italiano gli studenti con cittadinanza non italiana sono pari al 7% del totale; a Verona il rapporto tra alunni stranieri e popolazione scolastica dal 2007 al 2008 è aumentato in percentuale dal 9,7% al 10,8%. Per quanto riguarda la nazionalità, sono 2975 gli alunni di origine romena, a cui seguono i 2850 studenti provenienti dal Marocco e a seguire tutti gli altri provenienti da Albania, Serbia e Cina.
“E’ fondamentale investire nella formazione degli insegnanti – afferma Agostino Portera ordinario di Pedagogia generale e direttore del Centro Studi Interculturali dell’ateneo scaligero – . Non solo nella formazione iniziale, ma anche in quella durante tutto l’arco della vita, allorché, nel proliferare di tecnicismi, temi come la cittadinanza o l’educazione interculturale rischiano di essere relegati ai margini. Tale formazione non dovrebbe essere solamente demandata alla volontà dei singoli, ma promossa e ben strutturata per tutti gli insegnanti e in tutte le scuole, a prescindere della presenza di alunni immigrati. Nella società pluralistica e complessa è ineludibile che insegnanti acquisiscano competenze di comunicazione interculturale nonché per la gestione dei conflitti, magari apprendendo che conflitti, stereotipi e pregiudizi non sono eliminabili dall’esistenza umana: fondamentale e ineludibile è l’imparare a riconoscerli e gestirli in maniera adeguata e opportuna. Tale formazione, coordinate da strutture competenti, dovrebbe anche tendere a costruire reti e gruppi permanenti, con lo scopo del sostegno reciproco e la intervisione fra scuole.”
Sara Mauroner
Ufficio Stampa
Università degli Studi di Verona
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