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Terremoto in Abruzzo: alla Delegazione Caritas Nord-Est confermata l’assegnazione della zona situata sul dorsale immediato della conca su cui sorge il centro de L’Aquila

S.Rufina, Roio Poggio, Roio Piano, Piànola, Bagno, Civita di Bagno: questi paesi e le frazioni di cui si dovranno occupare le Caritas del Triveneto. Un totale di circa 2500 persone che attendono segnali di ripresa della loro quotidianità anche attraverso gli interventi di accompagnamento pastorale della chiesa italiana, in prima linea fin dal giorno del sisma.

Il terremoto in Abruzzo ha segnato profondamente la vita delle persone che, in molti casi, sono ancora disorientati, quasi rinchiusi in una sorta di limbo psicologico e fisico. Parecchi gli anziani rassegnati. Molte le famiglie che guardano al proprio domani ma lontano dalla loro amata terra che trema.

Ciò che colpisce a prima vista i “visitatori” che vagano intorno a mucchi di macerie e strade sbarrate, sono gli edifici: sconquassati, smembrati o, se miracolosamente in piedi, pronti a dare il senso di essere ormai inutili scheletri che offrono a chi li guarda una sorta di beffarda sensazione di apparente normalità. Ma poi gli edifici, le bellezze artistiche deturpate, la città e i paesi profondamente feriti lasciano il posto agli occhi della gente di Abruzzo: ora rassegnati e spenti, ora desiderosi di futuro, ora accesi di rabbia e voglia di ricostruire per riappropriarsi della propria vita. Queste, in sintesi, le impressioni che i rappresentanti di Caritas Diocesana Veronese hanno raccontato al ritorno dalla visita in Abruzzo compiuta qualche giorno fa insieme alla Delegazione delle Caritas del Nord-Est.

“Adesso ci sarà da rimboccarsi le maniche – racconta mons. Giuliano Ceschi, direttore della Caritas scaligera – anche se la prima preoccupazione investe senza dubbio lo stato psicofisico delle persone. La delegazione di Caritas Nord-Est ha visitato i campi degli sfollati. Nelle tendopoli sembra che la permanenza delle persone sarà di media durata. Ma sarà sempre lunghissima. Non c’è il minimo indispensabile di privacy. La gente è assemblata in queste tende da 8 o 10 posti non per famiglia ma per numero di componenti. Quindi, più nuclei familiari devono convivere giocoforza. I vecchi sono allo stremo. Si tratta di un momento molto delicato per chi è ospitato nelle tendopoli proprio per i disagi quotidiani a cui bisogna trovare nuove energie per far fronte allo stress, cosa nient’affatto scontata soprattutto per persone non più giovani”.

La Caritas Nord-Est, ha già inserito quattro operatori (tre di Trento e uno di Vicenza) che rimarranno nel corso del primo mese (dal 23 Aprile al 23 Maggio). Da questa settimana saranno raggiunti anche da una coppia di Pordenone. Poi a ruota, ogni Caritas manderà suoi operatori e una figura di coordinamento. “Una permanenza di media/lunga durata nelle tendopoli – continua mons. Ceschi – significa per le Caritas anche un intervento in collaborazione con le altre realtà operative che lavorano nei campi di accoglienza. Naturalmente noi saremo più presenti soprattutto nella seconda fase, quando i vari gruppi di primo intervento inizieranno a lasciare la zona. Saremo pronti a lavorare con iniziative di prossimità ed animazione, in stretto contatto con i parroci locali. A noi sono state assegnate zone dove la presenza degli anziani è predominante”.

Il forte desiderio di accompagnamento della Caritas è stato espresso da tutti i parroci del luogo, soprattutto da Don Luciano, parroco di Bagno, il quale durante gli incontri ha posto in luce l’importanza di avere una persona di riferimento della delegazione in ogni campo e soprattutto il diretto coinvolgimento delle persone ospitate nei campi per ogni intervento in essere. Il tutto a supporto delle condizioni psicofisiche dei cittadini.

Azioni di accompagnamento ma anche di promozione del protagonismo degli sfollati, per riaccendere una luce di speranza nel cuore. Sarà questa la mission di Caritas insieme a interventi di realizzazione di centri parrocchiali e di comunità, ripristino delle chiese, realizzazione di moduli abitativi.

Giovanna Billeci – addetto stampa
L.ge Matteotti,8 – Verona
tel.0458300677 (int.120) cell. 333.2791660
mail: ufficiostampa@caritas.vr.it ; giovanna.billeci@alice.it

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