Sicurezza e tracciabilità dei prodotti alimentari i temi dell’odierno convegno “Il ruolo della cooperazione per la valorizzazione della produzione agroalimentare”
Dai dati ufficiali della Commissione Europea risulta che nel 2007 i prodotti alimentari sequestrati sono stati quasi 2 milioni, con una crescita di oltre il 62% rispetto allanno precedente. Il giro daffari mondiale dellalimentare Made in Italy contraffatto ammonta a 52 miliardi di euro lanno: il settore più colpito è quello caseario, seguito dalla produzione di pasta e vino contraffatti (analisi Esperya da dati Istat). Dati allarmanti che spingono i consumatori a ricercare elementi che possano dare garanzie oggettive di sicurezza: lorigine nazionale della materia prima, i processi di lavorazione, il carattere locale e tipico dei prodotti offerti.
Una risposta esauriente a questa esigenza crescente sembra venire proprio dalle cooperative, come illustrato dai relatori del convegno Il ruolo della cooperazione per la valorizzazione della produzione agroalimentare veneta, promosso da Confcooperative Fedagri Veneto, presso la Corte Benedettina di Legnaro (PD).
Lincontro è stato aperto da Bruno Nestori, presidente Confcooperative Veneto che ha così esordito: «Qualità e sicurezza delle produzioni sono elementi imprescindibili per le 354 cooperative aderenti a Fedagri Veneto. I soci di queste realtà sono fornitori e membri della comunità che vive nel territorio nel quale limpresa opera, e a cui sono destinati i flussi di reddito da essa prodotti: lo stretto legame tra cooperativa e territorio accresce necessariamente la responsabilità sociale del tipo dimpresa che Confcooperative rappresenta». Ha aggiunto Antonio Melato, presidente Fedagri Veneto: «Identificazione dei marchi e tracciabilità dei prodotti sono solo alcuni degli elementi alla base della cooperazione agroalimentare. Crediamo che i consumatori abbiano il diritto di conoscere la provenienza e la storia dei prodotti agroalimentari acquistati: la sicurezza alimentare passa proprio attraverso l’indicazione dell’origine delle merci e a un processo di tracciabilità della filiera». Il ruolo chiave svolto dalla cooperazione nel sistema è evidenziato anche dal recente Rapporto 2006-2007 realizzato dallOsservatorio sulla cooperazione agricola italiana presentato a Roma lo scorso marzo dal quale emerge che le cooperative agroalimentari producono il 24% dellintero fatturato del settore alimentare (in Veneto la percentuale raggiunge il 37%) e controllano il 35% della produzione lorda vendibile agricola del nostro Paese (nella nostra Regione il 59%).
Il dibattito ha visto la partecipazione di tre esperti di settore, provenienti dal mondo delluniversità e da realtà private impegnate nella certificazione. Corrado Giacomini, Università degli Studi di Parma, con Le cooperative agroalimentari: dai campi alla tavola ha evidenziato che «sulla base delle indagini svolte da Indicod-Eurisco nel 2003 e da Cermes a marzo di questanno, il consumatore che acquista prodotti alimentari vuole essere informato sulla provenienza della materia prima, sui processi di qualità, sulluso dei marchi e delle certificazioni. Il moderno consumatore è demassificato, preferisce tornare ai prodotti locali, non è disponibile a rinunciare alla qualità, in particolare nellacquisto dei prodotti freschi e delle carni. Un prodotto offerto direttamente al consumatore da unimpresa cooperativa ha un plusvalore, dato dalla qualità e sicurezza offerte, superiori a quelle di altri tipi di impresa. Per questo è importante implementare la vendita diretta dei prodotti della cooperazione agroalimentare, soluzione che comporterebbe anche un risparmio economico per lacquirente».
A seguire è intervenuto Ferdinando Albisinni, Università degli Studi della Tuscia, sul tema Etichettatura e filiera agroalimentare: «Nel Libro Verde sulla qualità dei prodotti agricoli, recentemente presentato dalla Commissione Europea, produttori, consumatori e soggetti pubblici di governo e di garanzia sono chiamati ad aprire un confronto sui temi della qualità, intesa come capacità di soddisfare le aspettative dei consumatori. Il documento trascura però il rapporto tra la fase agricola primaria e quelle di trasformazione e commercializzazione, e più in generale tutta le problematiche connesse alla filiera agroalimentare: i consumatori oggi chiedono di conoscere tutte le fasi che la compongono. Il diritto a uninformazione piena e non ingannevole passa attraverso strumenti quali i marchi regionali e i sistemi collettivi di qualità e garanzia». Illustrando il Ruolo dellorganismo di certificazione per la valorizzazione dei prodotti alimentari, Maria Chiara Ferrarese, CSQA Certificazioni Srl, ha evidenziato che «nellesperienza di CSQA la certificazione di prodotto non obbligatoria – viene scelta prevalentemente dalle strutture organizzate in cooperative, associazioni e filiere (85-90%). I consumatori sono oggi sensibili a tematiche come filiera corta, rintracciabilità, origine, valorizzazione del territorio: questi requisiti interessano prevalentemente le strutture sopracitate, che possono trarre dalla certificazione anche un beneficio per contrastare le crisi alimentari. Per realizzare un sistema di certificazione che possa dare piena fiducia al consumatore, è però necessaria una sinergia tra ente pubblico e organismi privati di controllo: il pubblico può garantire sui requisiti igienico-sanitari, il privato accerta lapplicazione dei sistemi di qualità che differenziano un prodotto certificato da uno anonimo».
Le conclusioni sono state affidate a Marina Montedoro, Dirigente Ricerca e Sperimentazione Agraria – Ministero Politiche Agricole: «Il Ministero riconosce il ruolo della cooperazione come strumento per mantenere un rapporto ideale tra produzione e territorio. Rispetto al tema presentato qui oggi, è importante evidenziare che il Ministero ha investito, nellambito sperimentazione e ricerca, 20 milioni di euro negli ultimi 5 anni in progetti legati alla qualità delle produzioni e alletichettatura». In chiusura il Consigliere Regionale Amedeo Gerolimetto, ha spiegato che «nellattuale momento epocale, la cooperazione è uno dei soggetti che meglio potrebbe aiutare il sistema a superare la crisi, grazie alla sua sensibilità, al suo percorso, agli strumenti a sua disposizione».
Ufficio Stampa Sinfonia
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