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Terremoto, iniziata la presenza di volontari Caritas a L’Aquila

300 mila euro raccolti nella diocesi di Vicenza in 17 giorni

Persone anziane sradicate dalla loro vita di sempre e che rischiano di lasciarsi andare all’apatia; adulti messi alla prova dalle scosse, dalle condizioni di vita nelle tendopoli, dal maltempo, dall’incertezza del futuro. Situazioni di rassegnazione ma anche di stanchezza, tensione e nervosismo. E’ un tentativo di dar sollievo, attraverso le relazioni, a chi è provato dal terremoto l’impegno che le Caritas diocesane del Triveneto si sono prese verso le comunità cristiane “sorelle” dell’Abruzzo.

Il 21 e 22 aprile per questo una delegazione in rappresentanza di 14 diocesi su 15 e guidata dal Delegato Triveneto e direttore della Caritas Vicentina, don Giovanni Sandonà, ha visitato alcune località del Comune de L’Aquila colpite dal terremoto del 6 aprile ed in particolare Roio Piano e S. Rufina, Roio Poggio e l’area dell’Università, Pianola, Bagno e Civita di Bagno: ospitano, in cinque tendopoli, 2.600 sfollati.

“Abbiamo incontrato i cinque parroci e visitato le tendopoli ed è stata pianifica ed avviata, su indicazione e in rete con Caritas Italiana, una presenza di prossimità e animazione che si protrarrà per almeno un anno e che si adatterà, strada facendo, alle mutate esigenze delle persone e delle comunità colpite” spiega don Giovanni Sandonà.

Da questi giorni sono così presenti in queste tendopoli tre volontari della diocesi di Trento ed un coordinatore tecnico-logistico di Vicenza. Lunedì prossimo saranno raggiunti da altri due volontari di Pordenone e si conta nell’arco di qualche settimana di portare tale gruppo di lavoro ad undici persone (dieci volontari nelle tendopoli più un coordinatore degli stessi).

“Concentreremo gli sforzi sul versante delle relazioni – spiega don Giovanni Sandonà – perché grazie a Dio c’è già una importante presenza della Protezione Civile e di altre organizzazioni di volontariato su altri fronti più gestionali e logistici. Prevediamo una presenza di due volontari per campo, e ci coordineremo con le altre realtà di volontariato e di protezione civile presenti in loco. Nel concreto i volontari passeranno le giornate incontrando la popolazione nelle tende, creando relazioni con le persone ospitate, avviando iniziative di animazione e accompagnamento di queste comunità. Abbiamo constato infatti quanti anziani, sradicati dalle loro case, rischiano di lasciarsi andare, non riuscendo a reagire al dramma che è loro accaduto. Allo stesso modo, la vita nelle tendopoli non è facile neanche per gli adulti: le difficoltà che giocoforza si presentano quando si vive in tenda, per esempio la mancanza di intimità nella vita quotidiana delle famiglie, così come le scosse e in questi ultimi giorni anche il maltempo, stanno creando a volte situazioni di tensione e nervosismo. Oltretutto val la pena di ricordare che se L’Aquila è a 700 metri sul livello del mare, Roio Poggio è addirittura sopra i 1000. La presenza di una persona esterna, che condivida le giornate, che aiuti un anziano a raccontarsi, esternando le sue paure ma ritrovando il coraggio di comunicare e reagire, magari anche grazie ad attività di gruppo, significa evitare l’apatia e lo spegnimento. Allo stesso modo, condividere con gli adulti la fatica quotidiana stemprando lo scoramento per guardare avanti con un po’ di speranza in una situazione in continua a evoluzione, può essere un aiuto significativo”.

Il proseguo della presenza dovrà giocoforza seguire l’evolversi della situazione: con il rientro delle persone, nel prossimo periodo, nelle case ancora agibili e con il punto di domanda sul quando e sul come del ritorno delle persone attualmente ospiti di alberghi sulla costa. “E con altre domande che abitano la vita e le preoccupazioni delle persone – aggiunge Sandonà – come quelle inerenti le aree che in questi giorni vengono individuate per l’edificazione di piccole abitazioni in legno: ripeteranno l’omogeneità dei precedenti gruppi abitativi o le famiglie saranno disperse in contesti incapaci di tener conto dei vecchi rapporti di vicinato? Si tratta di punti di domanda che nei prossimi mesi dovranno trovare risposte, speriamo positive. In caso contrario alle già tante difficoltà se ne aggiungeranno di nuove”.

Per quanto riguarda la presenza dei volontari, sono stati fissati alcuni criteri: chi sarà responsabile del gruppo dovrà restare in loco almeno di un mese continuativo, mentre per gli altri, data la natura della presenza, si preferiranno quelli che possono dare disponibilità di almeno due settimane. Sarà inoltre vincolante la formazione prima della partenza, a cura di ogni distinta diocesi. “Questo per i prossimi mesi – sottolinea il direttore della Caritas Vicentina – poi dall’estate, prevedendo la possibilità di servizio volontario anche per giovani singoli e in gruppo, potrebbe essere considerata sufficiente anche una presenza di una settimana o dieci giorni. Fin d’ora però tale intenzione va segnalata in Caritas diocesana, assieme alla disponibilità ad un momento di formazione”.

Da ultimo, per quanto riguarda la offerte affidate a Caritas Vicentina e fin qui giunte, comprese quelle relative alla colletta diocesana straordinaria della domenica di Pasqua, la somma ammonta attualmente a 300 mila euro. La maggior parte delle quali, da un punto di vista quantitativo, viene da parrocchie ed enti religiosi, nonostante il significativo segnale di 109 offerte provenienti da singole persone e realtà. “Evidentemente – conclude Sandonà – l’utilizzo di queste donazioni, unite a quelle delle altre Caritas del Triveneto, vedrà nei prossimi mesi la realizzazione di opere e servizi a favore delle comunità gemellate colpite dal sisma, d’intesa con le loro parrocchie, la Caritas Italiana e Caritas L’Aquila”.

Ufficio Stampa Caritas Diocesana Vicentina
Koiné Comunicazione – tel. 0445 1888703
Mariagrazia Bonollo – mob. 348 2202662
ufficiostampa@caritas.vicenza.it

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Categorie:
vicenza

 


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