Cisl Veneto: si apre domani 22 aprile, alla fiera di Verona, il congresso regionale della Cisl Veneto
Fiera di Verona, 22-24 aprile 2009
10° CONGRESSO REGIONALE DELLA CISL VENETO
500 delegati riuniti per disegnare le linee strategiche della Cisl dei prossimi anni, riflettendo sulle sfide della crisi e sul nuovo ruolo chiesto al sindacato.
Ad aprire i lavori mercoledì 22 la segretaria generale FRANCA PORTO
ATTESO PER GIOVEDÌ 23 RAFFAELE BONANNI
Venezia, 21 aprile 2009 – Da mercoledì 22 aprile a venerdì 24 aprile, 500 delegati della Cisl Veneto saranno riuniti in congresso regionale (il decimo) presso la Fiera di Verona per definire la linea politica dell’organizzazione sindacale ed eleggere il Consiglio Generale regionale che sarà poi chiamato a governare la Cisl del Veneto nei prossimi quattro anni, nonché a esprimere il segretario generale e la segreteria, ossia i suoi organi esecutivi.
È la tappa conclusiva per la Cisl veneta (436.677 scritti) di un percorso che ha visto in questi mesi 7 congressi provinciali, 115 congressi territoriali di categoria e 18 congressi regionali di categoria.
I lavori si aprono mercoledì 22 al pomeriggio: dopo i saluti istituzionali, Franca Porto, segretario generale della Cisl del Veneto, farà il suo intervento per porre all’attenzione dell’assemblea congressuale alcuni nodi tematici emersi dagli altri congressi e per illustrare le sfide strategiche della Cisl per i prossimi anni.
Atteso per giovedì 23, in chiusura di mattinata, Raffaele BONANNI, segretario generale CISL nazionale.
«Occorre ridare valore sociale al lavoro – afferma Franca Porto -, soprattutto in questo momento di crisi. Oggi più che mai è necessario costruire una cultura sociale di equità fondata sul lavoro, che vogliamo produttivo, ben retribuito, sicuro e professionalizzante. Di fronte alla crisi siamo chiamati non solo a rispondere alle emergenze ma anche a costruire modelli diversi, perché è il sistema che ha dimostrato con ogni evidenza di non funzionare. Mettere al centro il lavoro significa indicare un modello preciso di società diversa» continua, e aggiunge: «Perciò il ruolo della Cisl diventa in questa fase ancora più forte e strategico e la nostra responsabilità ancora più grande, per fare del lavoro – che attraversa tutte le dimensioni e ha implicazioni nel locale come nel globale – il perno intorno al quale costruire un modello sostenibile sotto ogni punto di vista: economico, sociale e ambientale».
«È una fase storica per il nostro sindacato, che non si vuole e non si pensa né rivendicativo né antagonista, ma propositivo, dunque pronto a indicare la strada mettendosi in gioco direttamente, che mette al centro la persona ma all’interno di una comunità e in interazione con essa. La difficile fase che stiamo attraversando – conclude la Porto – mette la parola “fine”al tempo in cui, in materia di contrattazione, la Cgil aveva “diritto di veto”. Si va avanti lo stesso. Come Cisl diciamo “no” al pensiero unico in merito a lavoro e questioni sociali».
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