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Convegno regionale “Cooperazione tra lavoro e mercato”

Cooperazione tra lavoro e mercato

Si è tenuto sabato il convegno regionale
COOPERAZIONE TRA LAVORO E MERCATO
Incontro tra Confcooperative Federlavoro e Servizi, Regione Veneto, Confindustria, CISL
alla ricerca di soluzioni per affrontare la crisi.

Tiziano Venturini, presidente Federlavoro e Servizi Veneto:
«Nei momenti di crisi la cooperazione offre occasioni reali di sviluppo e nuovi posti di lavoro».

Più di 340 imprese, con 24.200 soci e dipendenti e oltre 330 milioni di euro di fatturato annuo, che operano in un contesto fortemente concorrenziale nel rispetto delle regole contrattuali e della sicurezza: questo il quadro generale di Confcooperative Federlavoro e Servizi Veneto, promotore del convegno regionale “Cooperazione tra lavoro e mercato”, tenutosi sabato presso l’’hotel Russott a Venezia S. Giuliano.

Il tavolo dei relatori ha ospitato principali esponenti politici, economici e sindacali veneti, per un dibattito che che verteva su temi di fortissima attualità: sicurezza sul lavoro, rispetto della contrattazione, tutela della dignità del lavoratore, competitività e necessità di investire nel territorio per affrontare la crisi.

Caratteristiche proprie del mondo della cooperazione, come ha sottolineato in apertura Bruno Nestori, presidente Confcooperative Veneto definendolo «motore di partecipazione democratica nella vita economica». I lavori si sono aperti con l’intervento di Tiziano Venturini, presidente Federlavoro e Servizi: «Nei grandi momenti di crisi come questo il nostro mondo ha fornito sempre occasioni di sviluppo e creazione di nuovi e stabili posti di lavoro. Oggi la cooperazione veneta spazia in tanti settori, oltre alla logistica e le pulizie, tra i quali i trasporti acquei, la costruzione di importanti manufatti nel mondo della metalmeccanica, la progettazione ed esecuzione di impianti elettrici e di automazione, la gestione integrata di grandi magazzini e piattaforme, il trasporto di merci e persone. Ci proponiamo nel mercato prospettando qualità, flessibilità e progetti economicamente vantaggiosi per la committenza. E tutto ciò nel rispetto delle regole: le aderenti a Confcooperative da sempre sono impegnate ad applicare per i soci lavoratori e i dipendenti le condizioni previste dai contratti collettivi di lavoro».

Un plauso al lavoro di Confcooperative è arrivato da Francesco Borga, direttore Confindustria Veneto: «Le cooperative sono l’emblema della capacità di produrre lavoro e di creare “buona impresa” nel territorio in cui operano. Molti sono gli spazi di sviluppo futuro del sistema mutualistico, reali occasioni per ottenere nuovi posti di lavoro stabili, in particolare in ambito energetico e ambientale».

Ha proseguito Venturini «Siamo strenui difensori della sicurezza nei luoghi di lavoro: siamo i primi a favorire e incentivare i controlli, ma chiediamo che le Istituzioni indirizzino gli ispettori avendo l’accortezza di non ispezionare sempre e soltanto chi è regolare, perché facilmente individuabile, ma anche e soprattutto chi opera ai limiti della legalità». Sul tema è intervenuto anche Giulio Fortuni, segretario CISL Veneto: «I controlli vanno ridefiniti affinché non divengano un peso e un ostacolo per chi, come il settore cooperativo, può essere un volano per uscire dalla crisi. Per questo proponiamo un vero e proprio accordo, che crei sinergia tra Confcooperative, sindacato e Regione Veneto e getti le basi per lo sviluppo del territorio e la creazione di nuovi posti di lavoro».

Ampio spazio anche al tema delle agevolazioni, vere e presunte, alla cooperazione. «L’’unica agevolazione rimasta alle cooperative è la parziale intassabilità degli utili portati in una riserva indivisibile e quindi non disponibili per i soci, neanche in caso di chiusura– ha spiegato Venturini. Per porre fine alla sterile polemica sui presunti vantaggi della cooperazione, proponiamo anche per le società di capitali la detassazione di una parte degli utili, però alle stesse condizioni delle cooperative: l’obbligo – che noi abbiamo – di devolvere a pubblica utilità le riserve non tassate accumulate negli anni in caso di scioglimento della società». Ha aggiunto Massimo Stronati, presidente nazionale Federlavoro e Servizi: «Noi garantiamo lo sviluppo del territorio in cui operiamo, per questo chiediamo che ci vengano fornite non agevolazioni ma strumenti per combattere gli ostacoli allo sviluppo di una sana economia: dumping contrattuale, difficoltà di accedere al credito, ritardo nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione e del settore privato».

Nel corso del dibattito sono intervenuti anche il senatore Marco Stradiotto; Angelo Grasso, presidente Confcooperative Venezia; Andrea Gioeni, presidente Consorzio Veneto Servizi Integrati.

In conclusione una nota ottimistica è arrivata anche da Renato Chisso, Assessore regionale Politiche Mobilità: «Gli spazi di progresso ci sono e insieme avremo davvero la possibilità di creare un nuovo sistema di sviluppo». Il convegno si è chiuso con l’intervento di Vendemiano Sartor, Assessore regionale Economia e Cooperazione: «La cooperazione ha un limite che è il mancato riconoscimento del suo ruolo. Nei prossimi mesi le cooperative potranno essere il vero motore dell’economia veneta, anche sfruttando tutti gli strumenti di sviluppo a loro disposizione: utilizzo di lavori socialmente utili in parte del settore edile, formazione continua anche interna all’impresa, uso del fondo di rotazione della cooperazione, trasformazione dei confidi con l’accrescimento del loro ruolo non solo di intermediari finanziari ma anche di valutatori del merito creditizio delle imprese che presentano progettualità».

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Categorie:
politica, venezia

 


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