Le Bronse Querte a fumetti

Che il cabaret sia una genere di spettacolo popolare è cosa nota, attraverso questo genere abbiamo avvicinato, in oltre 30 anni di attività un pubblico vastissimo. E non solo per il divertimento ma anche per l’uso del vèneto, un linguaggio che, nel nostro caso, ha eliminato ogni barriera sociale e culturale. Quando l’amico Ruvo, vignettista-illustratore ci ha proposto un fumetto con i nostri testi abbiamo accolto l’dea con grande entusiasmo. Tra i generi che compongono la moderna letteratura di massa i fumetti hanno una figura di primo piano. Anche i critici più tradizionalisti hanno finito col riconoscere al fumetto una dignità culturale che lo sottrae definitivamente dalla definizione ghettizzante che per lungo tempo aveva relegato questa produzione letteraria nel limbo dell’arte spazzatura e della letteratura triviale per l’infanzia. “Il fumetto è, infatti, un prodotto culturale nel senso che esprime la cultura intesa nella sua più ampia accezione antropologica della nostra epoca. L’Epoca dell’immagine-comunicazione ”. (Umberto Eco) Fare poi un fumetto con testi in lingua vèneta è sicuramente un’idea originale e, pensiamo, anche molto utile. “… più importante è il problema della tutela della lingua dov’è ancora viva. Se non viene tutelata la lingua, l’identità muore. Ricordo che quando i genitori parlano con i figli una lingua che non è la loro, quando impediscono ai figli di parlare la loro lingua, quando gli dicono che non è corretto esprimersi in quello che ritengono un dialetto, e soprattutto quando i figli si vergognano di parlarlo fuori casa, a quel punto la sopravvivenza dell’identità di quel popolo è alla fine”. (Sabino Aquaviva) Gustatevi allora questa raccolta che unisce le immagini ironiche del Veneto di oggi con le parole di una lingua antica ma ancora attuale.
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