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Si è tenuta oggi l’Assemblea provinciale di Confcooperative Padova: dalla cooperazione risposte alla crisi e confronto con il mondo economico e politico

Si è tenuta oggi l'Assemblea provinciale di Confcooperative Padova: dalla cooperazione risposte alla crisi e confronto con il mondo economico e politico
Una realtà economica che riunisce più del 50% della cooperazione locale, con 48.000 soci divisi in più di 260 cooperative e oltre 500 unità operative presenti nella Provincia: questi alcuni dati alla base dell’’Assemblea Provinciale di Confcooperative Padova, tenutasi oggi presso l’’hotel Crowne Plaza a Padova Ovest. “Prospettive economiche, politiche e sociali: le proposte della cooperazione” il titolo dell’’incontro, nato come momento di dibattito e confronto tra gli associati e con i principali riferimenti economici e politici locali, a pochi mesi da un’’importante tornata elettorale, che idealmente proseguirà fino alle elezioni regionali del prossimo anno.

L’’incontro è stato aperto dall’’intervento di Ugo Campagnaro, presidente di Confcooperative Padova, che ha descritto il sistema mutualistico, presentato come una valida opportunità per affrontare e superare l’’attuale congiuntura economica negativa. «La cooperazione è capace di portare innovazione, sfidando le difficoltà per riuscire a soddisfare i bisogni concreti dei soggetti più deboli della società. Nel sistema cooperativo oltre all’incidenza sulla produttività, c’è la capacità di “fare qualcosa in più”, fornendo risposte economiche che valorizzano al contempo il ruolo della persona. Le imprese uniscono, in una proposta assolutamente anticonformista, imprenditorialità e valori: sono modelli fondati sulla partecipazione democratica della gestione aziendale, nei quali ogni socio ha pari valore e può influenzare direttamente l’’andamento e i risultati della cooperativa stessa». La riscoperta dei valori è stato il tema al centro anche di “Bene comune e Cooperazione”, l’’intervento di Monsignor Paolo Doni, Vicario Generale della Diocesi di Padova. «Bene e male non sono arbitrari ma oggettivi, nascono dalle persone, si misurano nelle persone e sono finalizzati alle persone: il benessere deve essere della collettività. Il bene comune è in grado di produrre autentica democrazia: non un gioco di formalità ma una modalità di organizzazione della vita comunitaria in cui venga riconosciuta e garantita a tutti la possibilità di essere un soggetto attivo». «La cooperazione – ha proseguito Mons. Doni – è uno strumento di questo modello di democrazia: fin dalle sue origini è stata capace di creare rete e dare forza e dignità a soggetti che non ne avevano o ne erano stati privati. Di fronte all’’avanzare da un lato della globalizzazione e dall’’altro della crescita delle divisioni, il sistema mutualistico si propone come elemento di arricchimento delle persone e del territorio, non solo dal punto di vista economico e produttivo ma anche culturale».

Nel corso dell’’incontro si è sviluppato anche il tema chiave nell’odierno dibattito mondiale: la crisi economica, che il sistema cooperativo sembra in grado di affrontare proprio grazie alla sua particolare struttura. Ha spiegato infatti il presidente Campagnaro: «Le difficoltà non sono per noi un elemento nuovo: i diversi settori della cooperazione hanno già dovuto in passato affrontare momenti difficili dalla “mucca pazza” alla delocalizzazione, ai ritardi nei pagamenti delle amministrazioni pubbliche – che hanno pesantemente influenzato le nostre scelte e il nostro agire. Ciononostante abbiamo saputo applicare innovazione e creatività all’’economia, trovando soluzioni nuove che ci hanno permesso di rispondere alle sfide e di crescere costantemente nel tempo, attraverso la riorganizzazione di mezzi e materiali». La necessità di dare un fondamento etico all’economia è stata ribadita anche dal parlamentare europeo Iles Braghetto: «La crisi attuale nasce dall’’illusione del progresso continuo senza difficoltà: è una crisi di un’’economia folle senza valori. Per questo anche in Europa stiamo promuovendo l’’economia sociale, un tipo di impresa che produce sviluppo umano».

Vendemiano Sartor, assessore regionale all’’Economia con delega alla cooperazione, dopo aver ricordato la recente istituzione da parte della Regione di un centro studi per il monitoraggio del sistema cooperativo, ha aggiunto che «la crisi finanziaria ed economica che ha coinvolto il mondo produttivo mondiale e quindi anche il Veneto renderà il sistema regionale ancora più forte e più radicato. La complessa congiuntura economica che stiamo vivendo insegnerà alla nostra regione a cancellare la logica dei campanili, della finanza creativa, dell’’economia di carta e farà guardare più che in passato alla sinergia, al gioco di squadra, alla ricerca e all’innovazione». Elementi alla base del sistema mutualistico, la cui solidità trova un’ideale dimostrazione nel sistema delle banche di credito cooperativo. «Le BCC hanno saputo resistere – uniche tra tutte – ai crack che hanno squassato le borse mondiali» ha spiegato Ugo Campagnaro. «La mancanza di investimenti a livello internazionale, che in passato era considerato come un segnale di inadeguatezza o di arretratezza, è oggi il punto di forza di questo ramo del sistema bancario. Il credito cooperativo ha dimostrato una solidità che resiste al tempo e alle difficoltà e può contare su un rapporto di fiducia con i risparmiatori e con gli investitori».

A seguito della provocazione di Ugo Campagnaro, che ha espresso la delusione della cooperazione nei confronti della poca chiarezza della risposta politica al disagio economico e sociale, il dibattito si è arricchito anche dei contributi di numerosi esponenti del mondo economico e politico locale, tra i quali: il senatore Luciano Cagnin, l’’assessore della Provincia di Padova Stefano Peraro; l’’assessore del Comune di Padova Claudio Piron; i consiglieri regionali Maurizio Conte, Leonardo Padrin, Flavio Frasson, Franco Frigo, Clodovaldo Ruffato, Raffaele Zanon; il presidente della BCC Alta Padovana Leopoldo Costa; gli esponenti dei sindacati e delle principali associazioni di categoria.

L’’Assemblea è stata sponsorizzata dalla BCC Alta Padovana e ha potuto contare sulla partnership del Consorzio Veneto Insieme e sul sostegno di Gruppo Polis, Gruppo Assimoco, cooperativa sociale Ideogrammi e cooperativa sociale Fratres.

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