“Infinita…mente”. Oltre 6 mila presenze nel week end di scienza e arte a Verona
Grande successo di pubblico per “Infinitamente” il festival di scienze e arti che si è tenuto lo scorso week end a Verona. Tra tavole rotonde, concerti, laboratori e la mostra dedicata a Escher, gli organizzatori hanno stimato circa 6000 presenze tra giovani e adulti. La città ha dimostrato di apprezzare la proposta che si è trasformata in una festa per grandi e bambini.
La manifestazione, ideata dall’Università in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune e il consorzio “Verona tutt’intorno”, ha portato nella città scaligera oltre 40 scienziati e studiosi nazionali e internazionali. Gli eventi sono stati organizzati dall’ufficio comunicazione integrata d’ateneo in stretta collaborazione con docenti dell’Università e in particolare con la consulenza di Roberto Giacobazzi preside della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Marina Bentivoglio presidente della Società Italiana di Neuroscienze e della federazione mondiale delle Società di Neuroscienze (Ibro) e Giovanni Berlucchi ordinario di Fisiologia dell’ateneo scaligero.
Per quanto riguardo il pubblico, la maggior parte delle persone che hanno partecipato ai vari appuntamenti avevano un’età compresa tra i 20 e i 40 anni con una quota comunque importante di over 50. Più di 1500 persone hanno assistito con interesse alle discussioni dedicate al tema dell’intelligenza artificiale, della robotica e delle neuroscienze appassionandosi ai temi più attuali della ricerca. Tra i relatori ricordiamo la presenza di Marco Ramoni associato di Pediatria dell’Università di Harvard, Roberto Cordeschi ordinario di filosofia de La Sapienza di Roma, Giacomo Rizzolatti Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Professore Ordinario di Fisiologia, Università di Parma e Corrado Sinigaglia Professore Associato di Filosofia della Scienza, Dipartimento di Filosofia, Università degli Studi di Milano. Presente anche Semir Zeki, professore di Neurobiologia all’University college di Londra. Zeki, pioniere nel campo della neuroestetica, ha parlato di arte e neuroni, cercando di svelare i meccanismi che spiegano il perché ci piace un’opera d’arte e restiamo affascinati dall’armonia e dalla bellezza.
Grande successo anche la domenica mattina a Palazzo Forti per l’omaggio a Hofstadter, noto matematico e fisico statunitense che trent’anni fa scrisse l’opera “Gödel, Escher, Bach – Un’eterna ghirlanda brillante”. Dato il grande afflusso di pubblico l’incontro è stato ripetuto in due cicli differenti.
Grandissimo afflusso per la mostra “La Magia di Escher®” a Palazzo Forti che durante il fine settimana ha attirato oltre 3000 persone tra estimatori dell’artista e appassionati di arte. Curata da Federico Giudiceandrea tra i maggiori collezionisti europei di Escher, l’esposizione resterà aperta fino al 29 marzo e si potranno ammirare un centinaio tra litografie, xilografie, e disegni o acquerelli preparatori. Fra i disegni, interessanti i paesaggi del meridione italiano realizzati negli anni Trenta, con le relative incisioni, antecedenti alla stagione delle opere più famose, ma che già fanno intravedere la passione per i paesaggi dalle geometrie strane e complesse.
Tutto esaurito anche al concerto di musica classica “L’arte della fuga” di Johan Sebastian Bach con l’ “Accademia Strumentale Italiana” che si è tenuto sabato sera a Palazzo forti.
Un migliaio di bambini e adulti hanno partecipato ai laboratori che si sono tenuti il sabato e la domenica pomeriggio sempre a Palazzo Forti. Dedicati alla matematica e all’enigmistica, fiabe e racconti per l’apprendimento dell’informatica, robotica, e sicurezza, i laboratori hanno coinvolto bambini e genitori attirati dal magico mondo dell’informatica, e adulti che si sono cimentati con i giochi di enigmistica.
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