Sommacampagna celebra la giornata del ricordo “La tragedia delle Foibe”
L’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Sommacampagna lancia una serie di iniziative come occasione di ricordo di quella tragedia che ha investito un numero consistente di italiani durante il governo del Maresciallo Tito nell’allora Yugoslavia. Una sorta di pulizia etnica ai danni di italiani infoibati in queste voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato, create dall’erosione di corsi d’acqua, che possono raggiungere i 200 metri di profondità. Nelle foibe, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, furono gettati da 10-15.000 sfortunati italiani, antifascisti e fascisti, colpevoli di opporsi all’espansionismo comunista slavo propugnato da Josip Broz, il Maresciallo Tito.
Un pezzo di storia italiana taciuta per sessant’anni. Un momento di riflessione che diventa risposta alle vittime che non possono essere dimenticate perché il ricordo anche di avvenimenti tragici della nostra storia ci aiuta, soprattutto ai più giovani, a leggere, capire e migliorare il nostro presente.
Le Foibe rappresentano la memoria negata, l’esempio di quanto la guerra può essere atroce e rendere l’uomo inumano.
PROGRAMMA
“ESODO DELLE POPOLAZIONI SLOVENETE” CONFERENZA DEL PROF. MARCO PIRINA
Sabato 7 febbraio 2009 ore 21.00 – Centro di Lettura di Caselle – Centro Sociale di via Scuole 49
“FOIBE ED ESODO” MOSTRA FOTOGRAFICA Curata dal prof. Marco Pirina
Domenica 8 febbraio 2009 dalle ore 9.30 alle 18.00 Sala Consigliare – Municipio di Sommacampagna
Film “LA CITTA’ DOLENTE” (del 1947) Presentazione: Prof.ssa ANNA RISMONDO dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
Giovedì 12 febbraio 2009 dalle ore 20.30 alle 23.00 Sala Consigliare – Municipio di Sommacampagna
INGRESSO LIBERO
Informazioni a Ufficio Scuola Comune di Sommacampagna (tel. 045/8971356-357).
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Una precisazione: Marco Pirina non è Professore, non è nemmeno laureato. Anzi, nel 1998 è stato multato proprio perchè utilizzava il titolo di dottore pur avendo solo la maturità classica.
Ma chi è Marco Pirina? E’ un ex consigliere comunale del Comune di Pordenone che si definisce uno “storico”: ma da uno Storico ci si aspetta, come minimo, una laurea in Storia. Curiosamente però nel curriculum vitae che Marco Pirina stesso fornisce, non è indicata nessuna laurea, né tantomeno il titolo di professore, anche se alcuni lo chiamano così.
Sempre dal curriculum del Sig. Pirina è evidente che egli non collabora con nessuna Università o Istituto di Ricerca: ha semplicemente fondato un centro studi privato (con sua moglie), cosa che potrebbe fare chiunque semplicemente recandosi da un notaio e pagando qualche centinaia di euro, e autopubblica tutti i suoi libri.
Il metodo storiografico poco ortodosso seguito dal sig. Pirina l’ha portato nel febbraio 2010 ad essere condannato in via definitiva dalla Cassazione per diffamazione in quanto nel suo libro Genocidio “nessuna prova è fornita dagli autori del libro […] sul coinvolgimento, nella deportazione e nella scomparsa nelle foibe di civili italiani, dei partigiani che combatterono contro i nazifascisti nelle valli friulane del Natisone insieme alle forze jugoslave del maresciallo Tito tra il 1943 e il 1945″.
La sentenza continua dicendo che in Genocidio si limita solo a una “generica e complessiva indicazione di fonti, lumeggiando come veri i fatti affermati” ma senza consentire al lettore “di apprezzare le conclusioni per quello che erano”.
Altre persone hanno messo in discussione la validità delle ricerche storiche di Marco Pirina: nel febbraio 2010 il Comune di Cesena lo invitò come oratore per la “Giornata del ricordo”, scatenando vivaci proteste. Viste le reazioni, il Sig. Pirina rinunciò a presenziare all’evento in seguito a non meglio specificate “minacce ricevute”, minacce peraltro subito smentite dal Prefetto di Forlì-Cesena.
Visto questi fatti, assolutamente documentati, la domanda è: possibile che per parlare durante le celebrazioni della Giornata del Ricordo il Comune di Sommacampagna non abbia trovato uno storico almeno laureato, con pubblicazioni non autoprodotte e soprattutto non condannato?
Le vittime delle foibe e gli esuli istriani, fiumani e dalmati non meritano quindi maggiore rispetto?
7 febbraio 2011 at 18:55